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Brevi considerazioni sull’uso dell’arteterapia nella psicoterapia della Gestalt
Non tutte le prigioni hanno le sbarre:
ve ne sono molte altre meno evidenti da cui è difficile evadere,
perché non sappiamo di esserne prigionieri.
Sono le prigioni dei nostri automatismi culturali
che castrano l’immaginazione, fonte di creatività.
Henry Laborit

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Introduzione di Stefano Federici[1]
«L’arte è nella nostra natura: ce l’abbiamo nel sangue, come tradizionalmente si usa dire, o, come potremmo esprimerci oggi, nel cervello e nei geni. In ogni società si balla, si canta, si decorano superfici, si raccontano e si mettono in scena storie. I bambini iniziano a prendere parte a tali attività già a due o tre anni, ed è possibile che le arti si riflettano addirittura nell’organizzazione del cervello adulto: un danno neurologico può lasciare in grado di udire e vedere, ma rendere incapaci di apprezzare la musica o la bellezza visiva» (Pinker, 2006, p. 494).
Il 16 maggio 2013, si è tenuto presso la prestigiosa sede dell’Auditorium della Pontificia Università Antonianum, una giornata di studi dal tema: “Le nuove arti terapie. Percorsi nella relazione di aiuto.”, organizzato dalla Rivista Nuove Arti Terapie e dall’Associazione Europea per le Artiterapie.
Sono state presentate dai relatori riflessioni ed esperienze accumulate nel corso degli anni che delineano le nuove possibili frontiere dell’arte terapia, contenute all’interno del libro omonimo “Le nuove arti terapie. Percorsi nella relazione di aiuto,” edito da Franco Angeli, a cura di Anna M. Acocella e Oliviero Rossi, al quale la giornata di studi si è ispirata.
Il Post Graduate Program si rivolge esclusivamente agli psicoterapeuti di qualunque indirizzo formativo e si propone di offrire un valido supporto per il proprio sviluppo personale e di integrazione all’ attività professionale.
Il Programma è annuale e consiste di 6 workshops di 15 ore ciascuno che verranno tenuti periodicamente a Roma, Bari e Cagliari.
L’orientamento è prevalentemente esperienziale e gestaltico.
Oltre alla possibilità di lavori psicoterapeutici individuali su di sé e pertanto sulle proprie dinamiche soggettive all’interno del gruppo è prevista anche la possibilità di Supervisione professionale di casi clinici.