Articoli
LO SGUARDO E L'AZIONE

Lo sguardo e l’azione
Il Video e la Fotografia in Psicoterapia e nel Counseling
Prefazione di Bruno Callieri
Pagine 164 Costo Euro 18
http://edizioniuniversitarieromane.ibs-italia.it
Vedere oppure guardare o vedere e guardare?
Il testo descrive sguardi accattivanti, sensuali, aggressivi, spenti, imbambolati? Definisce azioni eroiche, sconvolgenti, inutili, travolgenti?
No, attraverso un percorso fotografico, definisce gli sguardi di ognuno di noi e la “magica” possibilità di trasformare un atto percettivo in un fare quotidiano che scopre e riscopre storie di vita. Come? In questo libro ci spiegano i trucchi del mestiere.
“Sono convinta che mancasse un testo di base nel panorama italiano delle artiterapie ed in particolare della loro applicazione nella relazione d’aiuto” (Anna R. Ravenna)
Oliviero Rossi: Psicoterapeuta. Esercita privatamente dal 1980; è docente presso vari Istituti di specializzazione in psicoterapia riconosciuti dal MIUR. Dal 1990 al 1998 ha collaborato alle attività della Cattedra di Psicofisiologia Clinica del prof. Riccardo Venturini all’Università di Roma. Attualmente è direttore del “Master video, fotografia, teatro e mediazione artistica nella relazione d’aiuto” presso la Pontificia Università Antonianum, facoltà di Filosofia. Docente presso il corso biennale in Psicologia Oncologica, Istituto Regina Elena. Dirige le riviste scientifiche Nuove Arti Terapie e Formazione in Psicoterapia Counselling. Negli ultimi anni si è dedicato alla ricerca e allo sviluppo di nuove modalità di intervento artiterapeutiche.
Indice
- Prefazione (Bruno Callieri)
- Lo sguardo e l’azione.
- Lavorare con le immagini nella relazione d’aiuto.
- Sul percepire e il narrare:
Dalla psicologia della forma alla Psicoterapia della Gestalt
La terapia della Gestalt: alcuni principi e tecniche
L’attenzione
Continuum di consapevolezza
La narrazione come processo attivo di produzione di senso
L’operazione narrativa all’interno del dialogo terapeutico
- Dinamismi figura-sfondo:
Sulla fotografia evocatrice di narrazione.
Narrare con le immagini
Un esempio di lavoro con le immagini
Dalla didascalia al fotoromanzo
Il lavoro con il fotoromanzo
- Immagini oniriche
Dal lavoro sul sogno al Videodream.
Il sogno come campo dinamico
Il Videodream
- Foto e Video terapia in azione.
Le “mappe” del lavoro
Discrepanza temporale
Discrepanza delle immagini
Lavoro sul copione di vita
Il genogramma fotografico
Immagini in scena
Alcuni usi della videoterapia
Di luci e di ombre
- L’inganno che guarisce.
- Intervista a Oliviero Rossi di Pierluca Santoro
- Lettera aperta (Anna R. Ravenna)
- Bibliografia
Intorno al ruolo della teoria nella psicoterapia
Barrie Simmons
Il contributo è tratto dai seminario organizzato dalla Cattedra di Psicologia Fisiologica dell'Università degli Studi di Roma (Prof. Riccardo Venturini) dal tema: "il ruolo della teorizzazione nella psicoterapia".
Articolo a cura di Oliviero Rossi
Pubblicato in . "Informazione in psicologia, psicoterapia, psichiatria" N.1 – ottobre/ novembre 1989
La psicoterapia è spesso definita come un'attività rivolta verso una presa di coscienza, supponendo che da questa derivi un cambiamento del comportamento e del modo di porsi nel mondo, che possa in qualche modo soddisfare i bisogni dell' individuo. Un'altra visione suggerisce che l'insight o la presa di coscienza è un prodotto, un epifenomeno del processo di cambiamento, per cui l'individuo crescendo o cambiando "si accorge di", ma non è questo il motore del cambiamento. In ogni caso, quando parliamo della presa di coscienza, o come io sono abituato a chiamarla "consapevolezza", possiamo distinguere due tipi di attività: una consapevolezza o coscienza intellettiva e una consapevolezza organica, a questo riguardo sappiamo che quando tra di loro vi è una discrepanza, o addirittura una scissione ci troviamo davanti ad un organismo in difficoltà che sta regredendo ad uno stadio di minore organizzazione.
In questa prospettiva la teorizzazione sarebbe una reazione all'ansia, un tentativo di gestire una situazione pericolosa o disorientante tramite la scissione, un tentativo di gestire una situazione di cui si ha poca esperienza, poca padronanza, in un certo senso poca conoscenza. Dire questo è ovvio, perché si teorizza e si riflette su una cosa che non si capisce; se sai, se hai piena padronanza ed esperienza, non sei spinto a questo tipo di attività.
Leggi tutto: Intorno al ruolo della teoria nella psicoterapia
teatro del sogno
Il teatro del sogno come flusso della condotta
Oliviero Rossi *
Tutte le diverse parti del sogno sono frammenti della nostra personalità. Dato che il nostro scopo è quello di fare di ognuno di noi una persona sana, il che significa una persona integrata, quello che dobbiamo fare è rimettere insieme i vari frammenti del sogno. Dobbiamo riappropriarci di queste parti proiettate e frammentate della nostra personalità, e riappropriarci del potenziale nascosto che compare nel sogno.
F. PerlsIn questo articolo voglio accennare ad alcuni aspetti della tecnica di intervento sul sogno nel setting psicoterapeutico.
Ogni approccio psicoterapeutico ha sviluppato delle modalità peculiari di intervento che rendono operativi gli assunti teorici di partenza. Questo dato ovvio, ma a volte sottovalutato, porta a ridurre la concezione teorica di partenza alle tecniche d’intervento sviluppate nel suo ambito, ostacolando la possibilità di una corretta integrazione ed evoluzione delle tecnologie
1 d’intervento clinico in ambiti concettuali differenti.
LEGGI TUTTO, SEGUI IL LINK SOTTO
esistenzialismo e verità narrativa
Esistenzialismo e verità narrativaPaolo Quattrini
Psicoterapeuta, direttore dell’Istituto Gestalt di Firenze
"INformazione Psicologia Psicoterapia Psichiatria", n° 41- 42, settembre - dicembre 2000 / gennaio - aprile 2001, pagg. 24 - 29, Roma
http://www.in-psicoterapia.com
Un paio di secoli fa accadde una rivoluzione enorme nella storia del pensiero, che quasi nessuno ha rimarcato a parte gli addetti ai lavori, tanto che ancora oggi il modo comune di pensare è lo stesso di prima di questa rivoluzione.
Questa rivoluzione si chiama Esistenzialismo.
Un paio di secoli fa appunto, un certo Kierkgaard, un temperamento nervoso e molto suscettibile, decise di rompere le scatole al mondo del pensiero contemporaneo con un’affermazione all’epoca semiblasfema: disse che la vita non è una domanda che deve trovare una risposta, ma un’esperienza che deve essere vissuta.
In altre parole, mentre da sempre il pensiero è centrato sul problema della verità, il problema più importante è invece cosa ognuno vuol fare della sua esistenza.
LEGGI TUTTO, SEGUI IL LINK SOTTO
counselling perchè?
Counselling perché? Per una comunità competente
Anna R. Ravenna
Psicologa, psicoterapeuta direttore dell’Istituto Gestalt Firenze, sede di Roma
"INformazione Psicologia Psicoterapia Psichiatria", n° 41- 42, settembre - dicembre 2000 / gennaio - aprile 2001, pagg. 98 - 101, Roma
http://www.in-psicoterapia.comOgni contesto è un contesto dinamico anche se spesso amiamo immaginarlo come una fotografia, un’istantanea che lo rappresenti statico almeno per un istante per meglio riflettere sulle sue componenti e sulle caratteristiche delle loro relazioni. La visione statica favorisce una proiezione verso il futuro accompagnata da maggior senso di sicurezza. Soprattutto per alcuni temi, questa illusione non dura solo un istante: creiamo nella nostra mente una sospensione duratura, un’epochè che, distraendoci da alcuni specifici aspetti del contesto, sembra consentirci una miglior gestione del mondo emozionale e delle risorse. Mi riferisco, ad esempio, alla vita di coppia dove siamo molto poco attenti al quotidiano, alle sue continue variazioni: nostre, del partner e della relazione nel suo insieme.
LEGGI TUTTO, SEGUI IL LINK SOTTO
Altri articoli...
Pagina 1 di 2


