Sedute di Psicoterapia della Gestalt Espressiva

In questa rubrica intendiamo delineare in che modo si costruisce il setting terapeutico nella Psicoterapia della Gestalt Espressiva e cosa lo caratterizza. Per far ciò, ricorreremo alla narrazione di parti, ritenute significative ed elaborate didatticamente, di sedute di PdGE raccolte dalla nostra pratica professionale nel corso del tempo.

Ovviamente, per motivi di privacy, abbiamo reso le persone non identificabili.
Nel panorama degli attuali orientamenti psicoterapici, l’approccio della Psicoterapia della Gestalt Espressiva (PdGE), intesa come la sintesi dei modelli di intervento sulla persona, sui gruppi e nelle organizzazioni, a mediazione artistica, si è consolidato progressivamente negli ultimi decenni sino a divenire uno dei modelli di intervento statisticamente più diffusi sul territorio nazionale.
La pratica di questo approccio è caratterizzata dall’utilizzo da parte del paziente e del terapeuta non solo della parola, ma anche di strumenti/prodotti artistici, di gesti e di sequenze di movimento creati nel corso della seduta e potenzialmente carichi di significato. In tal modo, il setting terapeutico arricchisce di un codice proto-verbale la comunicazione e lo scambio tra paziente e terapeuta, facilitando così il processo di integrazione dell’esperienza psichica e corporea.
La Psicoterapia della Gestalt Espressiva alla quale ci riferiamo, ha le sue radici teoriche nella psicoterapia gestaltica e fenomenologico-esistenziale. Privilegia il vissuto soggettivo di ciascuno (il personale sentire interiore) al comportamento esteriore socialmente percettibile. Tuttavia, non si limita alla sola elaborazione dei costrutti interni; tenta, invece, con soddisfazione, di trovare nuove prospettive comportamentali, cercando di conciliare l’adattamento sociale e la creatività individuale, la situazione contingente e la sua personale interpretazione; realizzando, in definitiva, un ponte tra la scienza e l’arte per ritrovare una propria forma e una propria interezza esistenziale.

 

Tra un IO e un TU: Frammenti di incontro