squiggle game - scarabocchi

Non distanza ma diversa vicinanza: quarta settimana

Continua il nostro racconto dei temi e degli stati d’animo più significativi che emergono durante i colloqui per il servizio di consulenza psicologica gratuita “Non distanza…ma diversa vicinanza”. Per questo quarto appuntamento abbiamo selezionato la seguente narrazione:

 

Francesco, 15 anni.

Telefona per una situazione di ansia e apatia che non riesce più a sostenere. C’erano anche in passato segnali di ansia, ma con la quarantena si sono molto accentuati.
Ha chiesto lui stesso ai genitori di poter cercare una psicologa per “parlare un po’”.
Il colloquio avviene via Skype, per un ragazzo della sua età non ci sono ostacoli né tecnici né tantomeno ideologici.

Dopo aver accolto il racconto delle sue preoccupazioni, gli propongo di provare a giocare con gli scarabocchi. È una variante della tecnica dello squiggle game utilizzata da Donald Winnicott.
Si tratta di creare una rapida ed essenziale traccia grafica senza guardare il foglio, poi guardarla e lasciare che dalla traccia si configuri una forma. Invito Francesco a definirne i confini, a completarla, renderla riconoscibile.
Prende vita Gill, un personaggio stile fumetto.

 

Terapeuta: Ecco arrivato Gill! Cosa vorrebbe fare?

Francesco: Vorrebbe liberarsi dalla carta dove è disegnato

T.:  Allora, Francesco, aiutalo a liberarsi.

F.:  Lo faccio con le mani, le mie dita sono Gill, si alza e cammina, fa anche dei salti vedi?

(Francesco con l’indice e il medio sta rappresentando le gambe di Gill che ora cammina e salta).

F.:  Poi ride, poi cade e fa una capriola, adesso balla anche…

T.: Bene, Gill, vai avanti fino a che vuoi, muoviti come vuoi, Francesco ti aiuta.

(Francesco continua, con molte variazioni, a dar gambe a Gill perché possa muoversi)

T.: (quando Francesco di ferma) Gill, cosa vorresti fare ora?

F.: (come Gill) Vorrei andare a casa di Francesco, voglio parlare coi suoi genitori.

T.: Bene, avviati.

F.: Posso entrare dalla finestra?

T.: Ok, Francesco, disegnagliela! Gill saprà come entrare.  E potrà dire quello che desidera ai genitori di Francesco.

F.: (come Gill) Francesco non è un disegno, non è il vostro disegno, è vivo e vuole muoversi!

T.: (come Gill) Francesco non vuole seguire un copione, vuole inventarlo!

F.: (come Gill) Si, si è stufato di essere come voi volete.

T.: Gill, lascia una scritta sulla parete del salotto di questa casa, sarà visibile per tre giorni poi scomparirà da sola.

F.: (come Gill, scrivendo sul foglio accanto alla finestra disegnata poco prima) SIETE BRAVI GENITORI MA FRANCESCO VUOLE ESSERE SE STESSO

T.: Francesco, adesso ascolta dentro di te come ti senti in questo preciso momento.

F.: Mi sento più forte. Come se ero io a muovermi, a entrare dalla finestra. E la scritta sul muro è la verità.

Redazione IPGE
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